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Cedimi il posto

Un po’ irritato inizio la giornata
Aspettando il bus dall’apposita fermata.
Come di consueto il mezzo è in ritardo
Ed io speranzoso lo cerco con lo sguardo.
Finalmente giunge fin da me la corriera,
Temevo di dover quasi attendere la sera.
Mi muovo veloce e con fare un po’ incivile
Riesco a trovar posto sull’ultimo sedile.
Avanzando come i soldati durante gli assedi
Ho evitato di passar l’intero viaggio in piedi.
Mentre mi perdo fra i miei pensieri
Ci fermiamo e salgono altri passeggeri.
Tra essi a catturare la mia attenzione
E’ una vecchina che cammina col bastone.
Si porta dietro un sacchetto della spesa,
Ogni passo per lei sembra quasi un’impresa.
Le mancan pochi anni per il camposanto,
Purtroppo s’avvicina proprio a me accanto.
Non ho alcuna voglia di lasciarle il posto,
A cedere la mia conquista non sono disposto.
Per la destinazione manca ancora molto,
Alla mia coscienza non darò alcun ascolto.
Magari questa anziana dall’aspetto smorto
Rispetto a me ha un tragitto piuttosto corto.
Ho deciso che il mio spazio non libererò,
Non le farà male stare ritta per un po’.
Passano i minuti ma lei non si sposta,
Chissà quando arriveremo alla sua sosta.
Non ho voglia di far il buon samaritano,
Perché tra tutti devo darle io una mano?
La vettura è piena di altra gente,
Troverà qualcun altro più benevolente.
Il tempo trascorre ma nulla muta,
Nessuno la nota, nessuno l’aiuta.
Incomincio a provare un certo disagio,
Di nascosto la scruto adagio adagio.
Speravo di scorgerla poco attenta,
Ma me la ritrovo a fissarmi intenta.
Imbarazzato subito giro la testa
E mi infilo le cuffie in maniera lesta.
Ascoltando la musica mi fingo distratto,
Forse alla seccatura mi sono sottratto.
Mentre immagino la vecchia su tutte le ire
La mia pelle inizia di colpo a raggrinzire.
La schiena si fa curva e sempre più pesante,
I capelli bianchi, l’energia è calante.
Mi guardo attorno e urlo spaventato
Ma è come se passassi del tutto inosservato.
Solo l’anziana sembra accorgersi di me,
Se la sta ridendo e mi domando il perché.
La squadro e la paura mi attanaglia,
La sua figura in un attimo si squaglia.
Ne riemerge una bella ragazza
Che continua ad esultare come fosse una pazza.
Di fronte alla mia perplessità
Inizia a parlarmi con severità:
“Non ti sei preoccupato dei problemi altrui
E comincian per te ora i tempi bui!
In passato ho commesso il tuo stesso errore
Non liberando il sedile ad un vecchio signore,
Così dalla maledizione son stata colpita
Tramutandomi a mia volta in una donna appassita.
Per il sortilegio poter spezzare
Un altro egoista dovevo trovare.
Qualcuno che delle mie difficoltà se ne fregasse,
Qualcuno dalle qualità umane alquanto basse.
Solo uno per volta può esser testato
E tu l’esame non l’hai proprio superato.
Ora è il tuo turno, tanti auguri,
Decrepito va a caccia di animi impuri”.
Ho imparato la lezione a mie care spese,
Ma le contromisure saran presto prese.
Salirò su bus di ogni dove,
Tanti esaminerò attraverso le mie prove.
Caro lettore, se ti scoverò seduto
O mi cederai il posto o sarai uno sprovveduto!

Sergio Poli