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Il mostro

“Papà corri che c’è un mostro!
Raggiungimi in camera che te lo dimostro!”
Mi reco dunque dalla mia figliola
Trovandola scossa sotto le lenzuola.
Che fantasia che hanno i fanciulli,
Spesso spaventati da pericoli fasulli.
Le chiedo che cosa la turbasse tanto,
Che per darle coraggio le sarei stato accanto.
Dice che nascosto vi è qualcosa di orribile,
A un livello di malvagità non descrivibile.
Le rispondo allora con un po’ di baldanza
Che avrei controllato per tutta la stanza.
Per far sì che possa dormire serena
Fingo di credere alla sua messinscena.
Come prima mossa guardo dietro alla tenda
Ma non vi trovo alcuna creatura tremenda.
Apro poi l’armadio con fare sicuro
Non venendo assalito da nulla di oscuro.
Alla cesta dei giochi do pure un’occhiata
Scorgendo solo qualche bambola impolverata.
Mi sembra di aver fatto il mio dovere
Ho dimostrato non ci sia alcunché da temere.
Ma stringendo a sé un peluche orsetto
Mi chiede di provar a veder sotto al letto.
Da padre paziente al gioco mi presto,
Mi chino e non noto niente di molesto.
Però risalendo con calma dal pavimento
Sono vittima di un attacco davvero cruento:
La gola è squarciata da un affilato coltello
Morendo come se fossi a pasqua un agnello.
Mi sovviene un’ultima rivelazione,
Su cosa sia successo ho la soluzione.
Lei non ha mentito, è stata onesta,
Il mostro si nascondeva, ma nella sua testa!

Sergio Poli