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La peggiore bugia

Forse della mia storia avrete già udito,
Si narra di mio figlio tra favola e mito.
In quei tempi gestivo la mia bottega,
Modellando il legname con pialle e una sega.
Ma triste è la vita di un uomo solo,
Così decisi di fabbricarmi un figliolo.
Mastro Ciliegia mi donò il materiale
Con cui lo plasmai in modo speciale.
Con legno incantato, forse divino,
Riuscii in pochi giorni a creare un bambino.
Ero felice di avere un marmocchio,
Che avrete intuito si chiama Pinocchio.
Il fanciullo di legno che per ogni bugia
Gli si allunga il naso come per magia.
Ma di tal fiaba quel che ignorate
E’ che il vero finale senza turchine fate
Non è molto lieto, anzi, al contrario,
Per via di un atto spero involontario.
Un dì lo abbracciai con tanto affetto
Mentre lui accostava il suo viso al mio petto.
Gli dissi “ti adoro” e lui mi rispose,
Ma un attimo dopo un dolore mi prese:
L’affilato naso trapassò la mia carne
E mi vien da piangere anche solo a parlarne,
Questo non tanto per via della morte,
Ognuno riceve quel che ha in serbo la sorte,
Ma per il motivo da cui nacquero le pene,
Ovvero la bugia “Babbo ti voglio bene”.

Sergio Poli