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Ospite serale

In questo tranquillo giovedì sera
Nel salotto mi godo la lieta atmosfera.
Seduta comoda sopra il sofà
Seguo svogliatamente un varietà.
Nel frattempo nella privata biblioteca
Mio marito approfondisce la civiltà azteca.
Professore universitario e pure storico,
Se mi parla del lavoro diventa logorroico.
Ma guadagna bene, son stata fortunata,
La vita con lui è ben più che agiata.
Ad interrompere la mia routine serale
E’ un colpo al portone decisamente anormale.
Dopo avverto un frastuono sonoro,
Quasi come se vi fosse al di fuori un toro.
Non oso avvicinarmi allo spioncino,
Urlo a mio marito di venirmi vicino.
Mi raggiunge e scosso mi prende per mano,
Ha sentito anche lui quel verso inumano.
Lo fisso negli occhi e lo vedo sconvolto,
La porta credo cederà tra non molto.
In un’altra stanza mi dice di andare,
Rimane sull’uscio per l’ingresso controllare.
Da lontano sento il legno che cede,
Il responsabile soltanto mio marito lo vede.
Mentre scappiamo verso il piano superiore
Gli chiedo se ha capito chi sia l’aggressore.
Lui mi risponde con lo sguardo stupefatto
Che se lo dicesse lo prenderei per un matto.
Alle nostre spalle mentre corriam con furore
Sento come se ci fosse di zoccoli il rumore.
Ci chiudiamo veloci in camera da letto
Cercando un rifugio dall’essere abietto.
Ma ciò non serve a fermare la creatura
Che si apre un varco rivelando la sua natura:
Tipo orso, ma del cervo ha zampe e muso
Con corna giganti che temo pronte all’uso.
Ruggisce feroce ma non capisco perché
Ora si sia messo a fissare soltanto me.
Spaventata cerco conforto in mio marito
Che adesso non pare per nulla impaurito.
Si avvicina alla bestia pacatamente
E si rivolge poi a me in tono fluente:
“Cara è il momento della mia confessione,
Ho evocato io la creatura in questione.
Tra gli aztechi era una sacra divinità
Temuta da chi commetteva infedeltà.
Tramite i miei studi ne son venuto a conoscenza,
Della sua capacità volevo testar l’efficienza.
Intendo verificare grazie al magico rituale
La solidità del nostro vincolo coniugale.
Non hai nulla da temere se sei stata fedele
Solo con gli adulteri si dimostra crudele.
Come vedi a me quasi non nota nemmeno,
Posso stargli di fianco rimanendo sereno.
Al suo giudizio scappare non puoi
E non ci saranno più equivoci tra di noi”.
Poi si allontana e la porta accosta,
Le mie urla ai suoi dubbi daran facile risposta.

Sergio Poli