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Profumo d’orrore

Niente è peggior in tutto il creato
Di un amor profondo non ricambiato.
Penso a lei ogni santo giorno,
Ma proprio non vuol vedermi lì attorno.
Ho provato con lettere, inviti e serenate,
Inutili quanto le mie lacrime versate.
Stavo per arrendermi alla sua riluttanza,
Ma un amico mi diede di nuovo speranza:
In un vicolo buio poco conosciuto
Una bottega poteva venirmi in aiuto.
Ebbi pure un piccolo sussulto
Vista l’insegna “Bottega dell’Occulto”.
Guardingo entrai nel locale,
Il negoziante non mi sembrava tanto normale.
Faceva rabbrividire come un freddo vento,
Di anni ne aveva forse anche cento,
Ma data la grandezza del mio patema
Mi decisi ad esporgli l’angusto problema.
Prestato ascolto al mio triste racconto
Ad aiutarmi si mostrò subito pronto.
Dietro al bancone rovistò molto in fretta
Per poi estrarne di colpo una boccetta:
Era un magico profumo da regalare
Alla ragazza che volevo far innamorare.
Una volta che glielo avessi spruzzato addosso
Lei mi avrebbe desiderato a più non posso.
Pagai per averlo una cifra cospicua
Ma volevo l’occasione render proficua.
Le feci dunque l’ennesimo invito
Promettendo di darle un regalo gradito.
Aggiungendo che se fosse stata d’accordo
Avrei messo fine ai miei tentativi d’abbordo.
Lei con l’obiettivo di liberarsi di me
Accettò di venire a bersi un caffè.
Seduti al bar dopo circa un’ora
Le porsi il dono il cui mistero ignora.
Se prima mi squadrava con aria annoiata
Dopo l’omaggio parse un po’ meno scocciata.
Così mi decisi a forzare il destino
Suggerendo di provarlo lì a me vicino.
Come l’ultimo desiderio di un condannato
Lo esaudì con disprezzo davvero malcelato.
Per la mia gioia il piano funzionò,
Il disgusto in amore si tramutò.
Mi abbracciò forte iniziando a baciarmi,
Se quello era un sogno non volevo svegliarmi.
Il giorno stesso iniziammo a convivere,
Che bello vederla per me sorridere.
La data del matrimonio fissammo al più presto
E pur sapendo di non esser stato onesto
Mi godevo sereno quei momenti lieti,
In fondo ognuno nasconde i suoi segreti.
Ma nel tempo avvertii una sensazione strana
Riguardo l’effetto della fragranza arcana.
Non posso dire che non funzionasse bene,
Al contrario, con essa anche troppo si ottiene.
Rispondeva di sì a ogni mia richiesta,
Ormai non ragionava più con la sua testa.
Non sembrava più avere una volontà,
Solo il servirmi come fossi un pascià.
Il mio bell’angelo dalla splendida chioma
Era al mio comando al pari di un automa.
All’inizio passava in secondo piano
Ma col passare dei mesi ignorarlo era invano.
L’oggetto del mio incessante corteggio
Era divenuta uno zerbino e forse anche peggio.
Pure quando io me ne andavo a lavoro
Non mi dava tregua come con la legna il castoro.
E se volevo passare una serata tra amici
Mi seguiva rendendo quegli incontri infelici.
Alla lunga quella situazione insopportabile
Mi procurò una rabbia davvero incontrollabile.
Una sera esclamai che non ne potevo più,
Forse quel profumo proveniva da Belzebù.
“Sono stanco di questa tua condizione,
Esprimi per favore una tua opinione!”
Ma lei sorridente non si scompose
E con tono dolce poi mi rispose:
“Del tuo benessere solo mi importa,
Lo star insieme è ciò che mi conforta.
Di ogni tua attenzione sono golosa,
Per te son disposta a qualsiasi cosa!”
Replicai che ero stufo del suo fare devoto:
“Per me ti butteresti pure nel vuoto!”
“Certo tesoro” mi disse prontamente
E fuori dalla finestra si lanciò da incosciente.
Non emise un grido durante il volo
E per causa mia si sfracellò al suolo.
Ho rovinato la vita al mio più grande amore
Ma non dovrò fare i conti solo con il dolore:
Senza più l’effetto della lozione maledetta
Ora da fantasma lei cerca vendetta.
Mi darà tormento per tutta la vita
E a ogni ragazza da me concupita
Appare spaventandola non appena la conosco
E le urla dietro che sono un tipo losco.
Siam giunti così alla fine della storia
Partita male e non finita certo in gloria.
La lezione ho imparato a mie care spese
E tu che la leggi attento e cortese
Quando brami tanto qualcosa considera
Che potresti ottenere ciò che si desidera.

Sergio Poli